La strada della Benna

Il laghetto

Il dissabbiatore della Maddalena.

 
 
 

Dalla

diga

della

centrale idroelettrica

(5/D)

risaliamo

la statale

verso

Mazzè

voltando a destra

alla prima curva

per una stradina

corrente a mezza costa.


Costeggiando

un muro diroccato

arriviamo al

Bacino dell'impianto idrico

ove è collocato

il pozzo

che

aspira

l'acqua

dal sottosuolo

pompandola

succesivamente

al

bacino principale di raccolta

della

Bicocca

da dove viene poi

distribuita

l'acqua potabile

alla popolazione di

Mazzè

 

 

Dopo aver svoltato a sinistra

imbocchiamo un tratto diritto

posto su un leggero rilevato.

 

Siamo arrivati

alla

strada della Benna

l’antica via romana

di comunicazione

conducente a

ponte Copacij

(9/D)

attivo sino al

XIII sec.


Finita la recinzione demaniale

il colpo d’occhio

che si presenta

al visitatore

è

bellissimo

 

lo

specchio d’acqua

formato dalla

Dora

è

imponente

il fiume

scorre

in un vallone

assolutamente privo

di presenza umana,

famigliole di anatre

nuotano placidamente

nell’acqua

e nel cielo

si possono vedere

falchi

e

poiane

in cerca di preda.

 

Il silenzio è pacifico

pare di essere immersi

in un mondo da sogno.


La strada della Benna

può essere percorsa

verso nord

per circa

2 Km.

sempre immersi nello stesso ambiente,

soltanto nell’ultimo tratto

si possono notare coltivazioni

e presenze umane.


In questa passeggiata

l’aspetto naturalistico

ha senz’altro la preminenza.

 

Poche,

ma curiose,

le note di carattere

storico-culturale.


Nel primo tratto

si noteranno senz’altro

i due portoni d’accesso

al parco del Castello

dei quali il secondo

è

probabilmente

l’antica

Porta Pontis

(6/D)

cosi descritta dal

Serra

" A Mazzè

la strada que vadit ab

Yporegia

versus

Romanum

et

Strambinum

usque in

Pontem Copacij

(9/D)

metteva capo

al

Pontem Copacij

ossia al

Pontem

de

Mazario

qui est

contructus

super fluvium

Duire

munito a quei tempi

di porta

di un

murus

che

da

Porta Pontis

volgeva

sulla sponda destra

della

Dora

in direzione di

Ivrea

versus civitatem ".

 

All’interno si intravedono i

resti

della

Chiesa di Santa Maria Maddalena

(7/D)

fondata nel

1209

nei pressi del ponte

di

Mazzè.


In questo luogo,

contro l’argine della

Dora

(11/D)

è stata rinvenuta

la stele funeraria

della quale

si parla diffusamente

in un altro itinerario,

a riprova che un

luogo sacro

rimane tale

anche se muta

la

religione.


L’ultima

annotazione

storica è sul

dissabbiatore della Maddalena

posto sul

naviglio di Ivrea

sull’altra sponda del fiume.

 

Costruito probabilmente

su consiglio

di

Leonardo da Vinci

chiamato dalla

Duchessa di Savoia

a risolvere il problema

dell’insabbiamento

del

canale.

 

Una sorta di progetto

è reperibile nel

Codice Atlantico

dove

Leonardo

chiarisce

di aver ideato

l’opera

per regolare le acque

favorendo il defluire

delle inferiori

più limacciose

nella

Dora.


Arrivati alla località

Laghetto

(8/D)

una sorta di

piana paludosa,

 

ha termine

il tratto agibile della

strada della Benna.


Nel ripercorrerla a ritroso

sicuramente

noterete qualche particolare che nell’andata vi è sfuggito.

 

Gli amanti dei

misteri e

dell’occulto

saranno lieti di sapere che il

Laghetto

gode da sempre

di un

aura tragica

in quanto

la tradizione

racconta

che questo

è il punto

nel quale

la regina Ypa

ordinò

di tagliare

la collina

per far defluire

le acque

della

Dora

verso sud

provocando intenzionalmente

una grande catastrofe

nella quale

perirono

tutti gli operai

ed il suo stesso amante

del quale voleva disfarsi.


E’ possibile

dalla

strada della Benna

risalire  verso la regione

La drè

oppure

verso il

tumulo della

Bicocca

(1/D)

a tal proposito

consigliamo di scegliere

l'itinerario

"Benna sentiero della Rocca".

 

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