

Nattier Marc
( Parigi 1642-1705 )
Ritratto


"La
Bella Virginia"
Liberamente tratto
dal libro
"Mazzè
memorie della mia terra"
di
Francesco Mondino
Una villa, che sembra riflettere ancora
oggi gli aspetti di una antica nostalgica opulenza è Villa
"Maria Luisa". Situata sul versante
ovest della collina, è immersa nel verde
del parco, accanto ai vecchi casolari. Villa "Maria Luisa" apparteneva
alla famiglia Basco. Una loro figlia, Virginia, andò sposa al conte Riccardi
di Lantosca.
Virginia visse un'intensa e appassionante
storia d'amore con Francesco De Sanctis, l'insigne letterato napoletano, nato
a Morra Irpina (Avellino) nel 1817 e morto a Napoli nel 1883, critico e patriota,
autore tra l'altro della fondamentale seppur discussa " Storia della letteratura
Italiana" dalle cui pagine affiora, riflessa la vita politica e civile
dell'epoca.
Virginia Basco di Mazzè fu allieva
prediletta e stimata del Desanctis. Tra i due nacque un amore impossibile, tanto
che il Maestro sperò inutilmente di farla sposa. Una continua e appassionata
corrispondenza epistolare, mantenne accesa per anni la loro relazione. Ebbero
modo di frequentarsi, fin quando il Desanctis, esule a Torino, insegnava presso
l'istituto femminile della signora Elliot, e impartiva lezioni private alla
marchesina. Anche dopo il matrimonio della giovane allieva con il conte Enrico
Riccardi di Lantosca, il "professore" continuò ad avere sempre
teneri rapporti con Virginia.
Le scriveva ancora, dopo la delusione:
"Purtroppo è vero, mia Virginia.
Il cielo non aveva destinato che noi vivessimo insieme e mi hanno lasciato lontano
da te e da tutti i miei cari. Parlami dei tuoi studi. Che cosa pensi di fare
in quest'anno? Ordina le tue ore in modo che ti avanzi tempo per provvedere
alla tua salute, e talora, volgendoti dalla parte di Caluso, ricordati che di
là un giorno passava un tale con gli occhi fissi verso Mazzè"
Ancora qualche mese prima di morire
(12-5-1883), il Maestro le scriveva poche parole :
"Cara Virginia. Dopo tre anni di
lotte e di travagli finalmente ho acquistato l'uso degli occhi. Tu mi hai dimenticato
e mi hai lasciato solo in mezzo ai miei mali. Ma che fare? Sei sempre Virginia,
dagli occhi dolci e dal sorriso intelligente, e mi ricordo di te e ti chiamo
. Lunedì sarò a Roma. Chi sa che non ci possiamo vedere. Sarà
per me una gioia. Sempre tuo amico F. De Sanctis.
Francesco De Sanctis morirà il
29 dicembre di quell'anno.
Chi fu Virginia Basco?
Lasciamolo dire alla penna di Luigi
Maria Marino Desanctis, nipote del grande Maestro:
"Sovente il mio pensiero corre
alla vicina Mazzè, ove la contessa Basco-Riccardi profuse la sua grande
bontà d'animo sia verso ospiti illustri, come pure per la popolazione
di Mazzè Canavese. La pietà religiosa di questa nobile donna,
si manifestava nella fede e nell'abbandono alla volontà divina, tanto
che negli ultimi anni di vita ad ogni aggravamento della salute rinnovava l'offerta
della vita".
La corrispondenza intercorsa fra Francesco
De Sanctis e la contessa Basco-Riccardi fu ricercata da Benedetto Croce, che
la raccolse in una pubblicazione intitolata "Lettere a Virginia"
Nel 1914 il filosofo venne a Mazzè,
dopo aver fatto pervenire alla contessa Virginia, tramite una comune amica,
una lettera con la quale esprimeva "… il desiderio di ottenere copia
delle lettere del De Sanctis che ella serbava". E continua il Croce, "…Fui
invitato nel settembre alla sua villa di Mazzè Canavese, e ricevetti
da lei premurose accoglienze. E subito ella cavò da una cassetta e mi
porse le lettere del Maestro, legate con nastrini di seta celeste scoloriti
dagli anni ; e parecchie ne leggemmo insieme, sottolineate durante la lettura
dal suo sorriso (particolarmente nei luoghi in cui si toccava di sue ambizioni
letterarie); e tutto mi permise di portare con me, per copiarle a mio agio per
la pubblicazione che preparavo. Volle la buona signora, già travagliata
da grave infermità, accompagnarmi in giro pel suo giardino; e poiché
un congiunto mi aveva bisbigliato all'orecchio, che ella, per esercitare i doveri
dell'ospitalità, andava sovente oltre le sue forze, mi toccò adoperare
una industria per ricondurla alle sue stanze e continuare solo col suo congiunto
la passeggiata, che ella voleva che io facessi".
"Per il De Sanctis- scrive ancora
il nipote Luigi Maria Marino- la contessa Riccardi di Lantosca fu per lui sempre
la "Virginia" e, quale che fosse il grado sociale che ella tenne,
con questo nome resterà nella storia e nella letteratura italiana".
Villa
"Maria Luisa" ospitò ancora il Conte Camillo Benso di Cavour,
dopo la battaglia di San Martino e Solferino. Enrico Riccardi di Lantosca, sposo
di Virginia, divenne colonnello di cavalleria, e nel corso della
battaglia di San Martino si fece portatore dei messaggi tra
Vittorio Emanuele II e Napoleone
III. Da Cavour ebbe il permesso
di incontrare la sposa nel bel mezzo della battaglia. Probabilmente la presenza
di Cavour a Mazzè in quei giorni difficili non fu maturata soltanto dalla
necessità di un momento di pausa e di riposo, ma anche dal desiderio
di rinfrancare il giovane ufficiale godendo sicuramente entrambi della indiscussa
riconosciuta ospitalià della contessa Virginia.

