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Riceviamo dalla

Dott.ssa Maria Luisa Monferini in Gribaudi

e con piacere pubblichiamo.

Da : "Piero Gribaudi" piero.gribaudi@gmail.com
A : contatti@prolocomazze.it

 

PRECISAZIONE E INFORMAZIONE

ERRATA CORRIGE POSTUMA

 

Egregi Signori,

ho avuto occasione di leggere il pregevole studio di Francesco Mondino dal titolo MAZZE'. MEMORIE DELLA MIA TERRA.
Circa il capitolo Villa "Maria Luisa" (p. 242 ss.) desidero precisare che l'appellativo "Maria Luisa" venne dato al palazzo in occasione della mia nascita, il 20 luglio 1935, da mio Padre, comm. Ernesto Monferini (e non Monferrini come erroneamente indicato).
E' vero che l'attività di mio Padre nel campo del commercio e soprattutto del confezionamento di pellicceria aveva respiro internazionale, ma è altresì vero che - per quanto riguarda Mazzè e Villa Maria Luisa - ritengo che fu tra i primi a curare impianti modernissimi in campo agricolo e specificatamente frutticolo sulle colline immediatamente prospicienti la villa, come da abbondante documentazione fotografica in mio possesso.

Se altri miei ricordi o documenti fossero d'interesse per questa spettabile Pro-Loco, sarei lieta di offrire la mia collaborazione.

Con l'occasione, porgo i miei migliori saluti.

Dott.ssa Maria Luisa Monferini in Gribaudi

18 Gennaio 2016

ULTERIORI NOTE SU VILLA MARIA LUISA

Villa Maria Luisa è stata costruita a metà del XIX secolo dal cavaliere Giovanni Battista Basco, ricco borghese di Torino, poi diventato nel 1852 sindaco di Mazzè.
Alla sua morte la villa passò in eredità alla figlia Virginia, sposata nel 1858 con il conte Enrico Riccardi di Lantosca, colonnello della cavalleria di re Vittorio Emanuele II. Alla morte del marito, dopo aver trasferito gli abitanti in pianura, la contessa Virginia fece demolire le casupole medievali del Borgo di Santa Maria, trasformando l’area ricavata in un parco ricco di essenze particolari e rare.
Tra il 1855 e il 1883 la contessa Virginia Basco fu protagonista di una fitta relazione epistolare con Francesco De Sanctis (1817-1883), insigne patriota, filosofo e letterato napoletano. Nel 1914, pochi mesi prima della morte, la contessa ricevette la visita di Benedetto Croce, allievo del De Sanctis, venuto a Mazzè per ottenere dalla nobildonna il permesso di pubblicare le lettere ricevute dal suo antico maestro. Ottenuto l’assenso, B. Croce raccolse gli scritti del De Sanctis in un volume poi pubblicato con il titolo “Lettere a Virginia”, opera ancora oggi disponibile.
Alla morte della contessa nel 1915, in assenza di eredi diretti il complesso passò in eredità al marchese Ottavio Camillo Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1868 - Torino, 1946) marchese, figlio del marchese Ignazio e nipote del più famoso e quasi omonimo Ottavio Thaon di Revel (Torino, 26 giugno 1803 – Torino, 9 febbraio 1868) politico italiano, Ministro delle finanze del Regno di Sardegna dove esercitò il
suo mandato dal 16 marzo 1848 al
3 dicembre 1848 sotto 3 governature, quando fu
Capo di Stato Carlo Alberto di Savoia. Ottavio Camillo Thaon di Revel e Sant'Andrea, dal padre Ignazio eredita il titolo. Dottore in legge, gentiluomo di palazzo di S.M. la Regina, sposa a Mazzè nel 1897, Clementina Benedetti Riccardi di Domenico. Da questo matrimonio nascono sei figli. Successivamente il complesso fu ceduto alla famiglia Ruggiero. A causa di un tracollo finanziario, nel 1925 la proprietà passò ad una famiglia di ricchi commercianti di pellicceria, i Monferino. A mente della testimonianza della dott.sa Maria Luisa Monferino, ottantenne signora nata nel 1937 e abitante a Torino, fu suo padre a dare a Villa Maria Luisa questo nome a ricordo della nascita della figlia. Successivamente, durate la seconda Guerra Mondiale la proprietà passò alla famiglia Occhetti, attuale proprietaria, alla quale deve essere riconosciuto il merito di aver conservato il complesso monumentale nella sua integrità.

L'APPASSIONANTE STORIA DI VIRGINIA BASCO