La chiesetta neogotica, La chiesa di S.Giuseppe, La casa della famiglia Del Grosso,

La stele funeraria, La chiesa di S.Rocco

 


Dopo aver ammirato il bellissimo panorama sulla forra della Dora e la pianura vercellese, godibile dal parco della Rimembranza  (3/B) recentemente riattato, si consiglia di discendere la via Perino passando accanto ad un’interessante chiesetta in stile neogotico (24/A), contemporanea al palazzo del quale fa parte.
Superato un ponticello, voltate a destra verso il campo da tennis (23/A) posto poco oltre della cappella di San Giuseppe (14/A), costruita nel XVII secolo a ricordo dell’antica Porta del Chierro, che nel medioevo immetteva i viandanti nel ricetto fortificato. Percorrendo la strada adiacente al campo da tennis potrete avere una visione d’insieme assai interessante sia del complesso monumentale delle ville ottocentesche e dei relativi parchi.

Tornati alla Via Perino ammirate poco oltre la cappella di San Giuseppe, la casa della famiglia Del Grosso (15/A) , sita su di un piccolo poggio a sinistra della strada, raro esempio di casa padronale del XVIII secolo perfettamente conservata e restaurata. Notevoli, sia la parte civile sia quell’agricola gestita anticamente dal mezzadro. Da vedere, per i fortunati che n’avranno l’opportunità, gli arredi interni, la corte ed il porticato emanante la nostalgia di altri tempi.

Percorrendo la Via Perino sino allo sbocco con la statale, si giunge alla pianura dove gli antichi abitanti del ricetto si sono insediati, a partire dal XVII secolo, alla ricerca di un modo di vivere più facile ed umano. Da visitare assolutamente in piazza della Repubblica, l’originale della stele funeraria (19/A) dell’età del ferro rinvenuta nel greto della Dora una decina d’anni fa. Il calco è esposto nel Museo delle Antichità di Torino. L’imponenza di questo monolito vale da solo una visita a Mazzè: ricavato da un unico blocco di gneiss del peso di circa 2 tonnellate alto 4,20 metri, largo alla base 80 cm ed alla sommità 45 rappresenta lo sforzo di tutta una comunità preistorica per dotarsi di un simbolo del divino. 

Percorrendo la lea (viale) diretta verso il centro s’incontrano i servizi offerti dal paese, negozi, banca (20/A) , poste (22/A) ed infine la Piazza della Repubblica, opera d’impianto recente e di gusto, a nostro avviso, poco in sintonia con l’ambiente. Su di un lato è stato costruito il nuovo Municipio (18/A), di forme moderne, circondato da un nuovo quartiere residenziale recentemente edificato. Da visitare, in una bacheca della sala consiliare del Municipio, l’interessante ricomposizione di due tombe romane ad incinerazione, databili al II sec D.C., complete di arredi, ritrovate in località San Pietro di Casale nel 1987.
Percorsi un centinaio di metri, dopo una strettoia, il corso sfocia in una graziosa piazzetta dove un tempo era situata la pesa pubblica, da qui si diramano la strada verso Tonengo, e quella verso Vische mentre la statale verso Caluso prosegue, dopo una leggera curva, diritta.

Per tornare al punto di partenza, imbocchiamo la Via Vische percorrendola sino alla chiesetta di San Rocco (17/A) , la quale colla sua elegante facciata ed il bel campanile danno un tocco di signorilità alla parte moderna dell’abitato. Questa chiesa, eretta nel XVII sec. quale ringraziamento per la fine dell’epidemia di peste di manzoniana memoria, contiene nel suo interno eleganti oggetti d’arte religiosa popolare. Da ammirare una statua del santo opera dello scultore ottocentesco Gaspare Angero e l’elegante bussola d’ingresso. Le due colonne in pietra inserite in facciata non hanno alcuna funzione statica, sono quanto resta dei sostegni di una vigna a pergolato tesa un tempo sulla strada. La toppia (pergolato) fu eliminata al principio del XX sec. per l’intralcio che arrecava al passaggio dei veicoli.

Lasciata la chiesa di S.Rocco svoltiamo per Via Municipio ed iniziamo la salita verso l’antico ricetto tra ville fine ottocento e case agresti. Prima di arrivare al castello, si avrà il tempo di dimenticare quanto di moderno si è visto in pianura ed arrivati al vecchio ricetto, i più fortunati forse potranno intravedere la marchesina Virginia Basco passeggiare tra le stradine pensando ai suoi amori.