
La chiesetta neogotica, La chiesa
di S.Giuseppe, La casa della famiglia Del Grosso, La stele funeraria, La chiesa
di S.Rocco

"Sheperd"
Bloemaert Abraham
Pittore e incisore olandese (Dordrecht
1564-Utrecht 1651)
Dopo aver ammirato il bellissimo
panorama sulla forra della Dora e la pianura vercellese, godibile dal parco
della Rimembranza (3/B) recentemente
riattato, si consiglia di discendere la
via Perino passando accanto ad un’interessante
chiesetta in stile
neogotico (24/A), contemporanea
al palazzo del quale fa parte.
Superato un ponticello, voltate a destra verso il campo da tennis (23/A)
posto poco oltre della cappella di
San Giuseppe (14/A), costruita
nel XVII secolo a ricordo dell’antica Porta del Chierro, che nel medioevo
immetteva i viandanti nel ricetto fortificato. Percorrendo la strada adiacente
al campo da tennis potrete avere una visione d’insieme assai interessante
sia del complesso monumentale delle ville ottocentesche e dei relativi parchi.
Tornati alla Via Perino
ammirate
poco oltre la cappella di San Giuseppe, la casa della famiglia Del Grosso (15/A)
, sita su di un piccolo poggio a sinistra della strada, raro esempio di casa
padronale del XVIII secolo perfettamente conservata e restaurata. Notevoli,
sia la parte civile sia quell’agricola gestita anticamente dal mezzadro.
Da vedere, per i fortunati che n’avranno l’opportunità, gli
arredi interni, la corte ed il porticato emanante la nostalgia di altri tempi.
Percorrendo la Via
Perino sino allo sbocco con la statale, si giunge alla pianura dove gli
antichi abitanti del ricetto si sono insediati, a partire dal XVII secolo, alla
ricerca di un modo di vivere più facile ed umano. Da visitare assolutamente
in piazza della Repubblica, l’originale della
stele funeraria (19/A) dell’età
del ferro rinvenuta nel greto della
Dora una decina d’anni fa. Il calco è esposto nel Museo delle Antichità
di Torino. L’imponenza di questo monolito vale da solo una visita a Mazzè:
ricavato da un unico blocco di gneiss del peso di circa 2 tonnellate alto 4,20
metri, largo alla base 80 cm ed alla sommità 45 rappresenta lo sforzo
di tutta una comunità preistorica per dotarsi di un simbolo del divino.
Percorrendo la lea (viale) diretta
verso il centro s’incontrano i servizi offerti dal paese, negozi, banca
(20/A) , poste (22/A)
ed infine la Piazza della Repubblica, opera d’impianto recente e di gusto,
a nostro avviso, poco in sintonia con l’ambiente. Su di un lato è
stato costruito il
nuovo Municipio (18/A), di forme
moderne, circondato da un nuovo quartiere residenziale recentemente edificato.
Da visitare, in una bacheca della sala consiliare del Municipio, l’interessante
ricomposizione di due tombe
romane ad incinerazione, databili al II sec D.C., complete di arredi, ritrovate
in località San Pietro di Casale
una quindicina di anni fa.
Percorsi un centinaio di metri, dopo una strettoia, il corso sfocia in una graziosa
piazzetta dove un tempo era situata la pesa pubblica, da qui si diramano la
strada verso Tonengo, e quella verso Vische mentre la statale verso Caluso prosegue,
dopo una leggera curva, diritta.
Per tornare al punto di partenza,
imbocchiamo la Via Vische percorrendola sino alla chiesetta
di San Rocco (17/A) , la quale
colla sua elegante facciata ed il bel campanile danno un tocco di signorilità
alla parte moderna dell’abitato. Questa chiesa, eretta nel XVII sec. quale
ringraziamento per la fine dell’epidemia di peste di manzoniana memoria,
contiene nel suo interno eleganti oggetti d’arte religiosa popolare. Da
ammirare una statua del santo opera dello scultore ottocentesco Gaspare Angero
e l’elegante bussola d’ingresso. Le due colonne in pietra inserite
in facciata non hanno alcuna funzione statica, sono quanto resta dei sostegni
di una vigna a pergolato tesa un tempo sulla strada. La toppia (pergolato) fu
eliminata al principio del XX sec. per l’intralcio che arrecava al passaggio
dei veicoli.
Lasciata la chiesa di S.Rocco
svoltiamo per Via Municipio ed iniziamo la salita verso l’antico ricetto
tra ville fine ottocento e case agresti. Prima di arrivare al castello, si avrà
il tempo di dimenticare quanto di moderno si è visto in pianura ed arrivati
al vecchio ricetto, i più fortunati forse potranno intravedere la marchesina
Virginia Basco passeggiare tra le stradine pensando ai suoi amori.
