
La strada della Benna, Il laghetto, Il dissabbiatore della Maddalena.

"Icarus"
Bol Ferdinand pittore e incisore olandese
(Dordrecht 1616-Amsterdam 1680)
Dalla
diga (5/D) risaliamo la statale
verso Mazzè voltando a destra alla prima curva, per una stradina corrente
a mezza costa.
Costeggiando un muro diroccato arriviamo quasi a livello del bacino e dopo aver
svoltato a sinistra imbocchiamo un tratto diritto posto su un leggero rilevato.
Siamo arrivati alla strada della
Benna, l’antica via romana di comunicazione
conducente a ponte Copacij (9/D)
, attivo sino al XIII sec.
Finita la recinzione demaniale il colpo d’occhio che si presenta al visitatore
è bellissimo, lo specchio
d’acqua formato dalla Dora è imponente, il fiume scorre in
un vallone assolutamente privo di presenza umana, famigliole di anatre nuotano
placidamente nell’acqua e nel cielo si possono vedere falchi e poiane
in cerca di preda. Il silenzio è impressionante, pare di essere immersi
in un mondo da sogno.
La strada della Benna può essere percorsa verso nord per circa 2 Km sempre
immersi nello stesso ambiente, solo nell’ultimo tratto si possono notare
coltivazioni e presenze umane.
In questa passeggiata l’aspetto naturalistico ha senz’altro la preminenza.
Poche, ma curiose, le note di carattere storico-culturale.
Nel primo tratto si noteranno senz’altro i due portoni d’accesso
al parco del Castello dei quali il secondo è probabilmente l’antica
Porta Pontis
(6/D) cosi descritta dal Serra
" A Mazzè la strada que vadit ab Yporegia versus Romanum et Strambinum
usque in Pontem Copacij (9/D) metteva
capo al Pontem Copacij ossia al Pontem de Mazario qui est contructus super fluvium
Duire, munito a quei tempi di porta, di un murus che dalla Porta Pontis volgeva
sulla sponda destra della Dora in direzione d’Ivrea versus civitatem ".
All’interno si intravedono i
resti della Chiesa di
Santa Maria Maddalena (7/D)
, fondata nel 1209 nei pressi del ponte di Mazzè.
In questo luogo, contro l’argine della Dora
(11/D) , una decina di anni fa è stata rinvenuta
la stele funeraria della quale si parla diffusamente in un altro itinerario,
a riprova che un luogo sacro rimane tale anche se muta la religione.
L’ultima annotazione storica è sul dissabbiatore della Maddalena
, posto sul naviglio di Ivrea sull’altra sponda del fiume. Costruito probabilmente
su consiglio di Leonardo da Vinci, chiamato dalla Duchessa di Savoia a risolvere
il problema dell’insabbiamento del canale. Una sorta di progetto è
reperibile nel Codice Atlantico, dove Leonardo chiarisce di aver ideato l’opera
per regolare le acque, favorendo il defluire delle inferiori, più limacciose,
nella Dora.
Arrivati alla località Laghetto (8/D),
una sorta di piana paludosa, ha termine il tratto agibile della strada della
Benna.
Nel ripercorrerla a ritroso, sicuramente noterete qualche particolare che nell’andata
vi è sfuggito. Gli amanti dei misteri e dell’occulto saranno lieti
di sapere che il Laghetto gode da sempre di un aura tragica in quanto la tradizione
racconta che questo è il punto nel quale la regina Ypa ordinò
di tagliare la collina per far defluire le acque della Dora verso sud, provocando
intenzionalmente una grande catastrofe nella quale perirono tutti gli operai
ed il suo stesso amante, del quale voleva disfarsi.
E’ possibile dalla strada della Benna, risalire verso la regione La
drè oppure verso il tumulo della Bicocca (1/D)
, a tal proposito consigliamo di scegliere l'itinerario "Benna
sentiero della Rocca".