
Alcuni mesi fa la nostra Associazione è stata invitata dal Comune di Mazzè, a collaborare con uno studio di Vercelli, specializzato in rilievi geo-archeologici, incaricato di mappare il territorio su cui insistono le aurifodine salasso- romane di Bose.
Naturalmente, anche a mente di quanto prevede il nostro statuto, abbiamo aderito all’invito, fornendo agli incaricati del rilevamento ogni assistenza possibile, però contemporaneamente specificando quali erano, a nostro avviso, le condizioni a cui avrebbe dovuto sottostare un eventuale utilizzo dell’area. Purtroppo in questi ultimi giorni, siamo venuti a conoscenza che il rilevamento era in funzione di un progetto per la realizzazione di una cava di inerti della superficie di circa 22 ettari (60 giornate piemontesi), da realizzare parte su terreni di proprietà di un imprenditore privato e parte del Comune di Mazzè.
Considerata l’enorme superficie interessata, riteniamo che ogni mediazione tra gli interessi di carattere turistico culturale propri della collettività e quelli della Società a cui interessa realizzare la cava, non siano conciliabili, cosicché, nello spirito di tutelare la zona di Bose, abbiamo presentato una osservazione al progetto preliminare di Piano Regolatore Generale, recentemente elaborato dal Comune di Mazzè, informando contemporaneamente la Sopraintendenza Archeologica del Piemonte della situazione che stava maturando nel nostro Comune.
Per maggiori notizie si prega di contattare la nostra Associazione.

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