
Bagna Cauda
I fagioli grassi,
cotti nella pignatta di terracotta.
La zuppa di cavoli
Panada
Panissa
La finanziera
Vitello tonnato
alla piemontese
Bagnet verd
Acciughe al verde
Il fritto misto
Le carpe in carpione
Soma d'Aj
I canestrelli
di Tonengo
I Torcetti Torcit
(torcetti)
Ansént
at melia:
Paste di meliga
Pulènta dusa
Le frittelle
di mele
Bonet Monferrino
Bagna Cauda
Classica
Prendi delle acciughe salate, sciacquale dall'eccesso
di sale, e falle sciogliere con abbondante aglio in buon olio d'oliva facendo
ben attenzione a che il tutto non arrivi a friggere.
Quando avrai ottenuto una poltiglia cremosa, porta in
tavola caldissimo e gusta intingendoci verdura cruda: cavoli, sedani, cardi, finocchi,
peperoni, a mo' di pinzimonio.
Con peperoni
Tagliare a fettine l'aglio; farlo cuocere nell'olio
insieme alle acciughe fino a quando le acciughe non si disfano; l'aglio non deve
diventare croccante né bruciare.
Spalmare la salsa su coste di peperone scottate e
spellate, e tenere il tutto al forno in caldo fino al momento di servire.
Con panna e noci
Ingredienti:
A testa:
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2--3
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noci
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2--3
|
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acciughe
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fino ad una
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testa
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aglio
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olio d'oliva
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panna
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o latte
|
|
Far sciogliere le acciughe nell'olio caldo, badando
bene che non friggano.
A parte, far bollire l'aglio nel latte, e disfarlo.
Unire poi il tutto, anche con le noci, e servire come
condimento per verdure crude assortite.
Al latte e noci
Pulire per ogni persona una testa d'aglio
(più una testa, come si dice, per il tegame). Se la stagione è
avanzata (dopo dicembre) è opportuno togliere da ogni spicchio la cosiddetta
"anima", la parte centrale che sembra essere la parte più indigesta
dell'aglio. Sbucciare anche qualche gheriglio di noce (a ricordo di quando veniva
usato l'olio di noci). Spicchi e noci si mettono in un tegamino coperto di acqua
fredda e si fanno bollire lentamente finché l'acqua non è quasi
completamente asciutta; sul fuoco aggiungere un po' di latte fino a coprire
l'aglio. Non si lasci bollire il latte, ma quando sta per "montare",
si aggiungono le acciughe: un filetto di acciuga dissalato per persona (ma la
quantità di acciughe si può tranquillamente variare fino a raddoppiarla).
Con uno schaccia-patate o con una forchetta si amalgamano l'aglio (che sarà
diventato molto tenero), le noci e le acciughe, fino ad ottenere una specie
di crema.
Lasciare questo miscuglio a lungo sul
fuoco, anche un'ora,mescolando di tanto in tanto.
Soltando quando si sta per servirlo
aggiungere olio di oliva extravergine e scaldarlo appena onde evitare che la
bagna frigga. Il segreto e continuare a girare affinché l'olio frigga
il meno possibile, tenendo il fuoco molto basso.
La bagna caoda va servita tenendola
in caldo in un recipiente individuale, ma la tradizione vorrebbe un unico recipiente
in mezzo al tavolo.
Nella bagna caoda si possono intingere
tutte le verdure di stagione, crude o cotte; di norma si dà la preferenza
al cardo (crudo), topinambour (crudo), cavolo (crudo), peperone (crudo cotto
o conservato nell'aceto), sedano (crudo),finocchio (crudo o cotto), rapa (cruda),
radici di scorzonera (cotte).
I fagioli grassi,
cotti nella pignatta di terracotta.
I fagioli vanno messi in acqua per almeno
una decina di ore.
Così reidratati i fagioli sono
pronti per essere cucinati.
Si riempie d'acqua la pignatta per 2/3
della propria capacità.
Quindi si versano i fagioli (500/600
gr.).
Molto apprezzata è l'aggiunta
della cotica del maiale arrotolata e speziata.
Si aggiunge una gamba di sedano, una
carota, una cipolla, uno spicchio d'aglio, alcune foglie di salvia, un po' d'olio
d'oliva, pepe e sale. Ben accetto risulta anche l'aggiunta di lardo sminuzzato
che può anche sostituire l'olio d'oliva.
I fagioli in siffatto modo preparati
sono pronti per essere infornati.
Si consiglia di rivolgersi al proprio
fornaio. E….buon appetito!!!
La zuppa di cavoli
Per fare una buona zuppa di cavoli,
si prepara un buon bollito di carne con porri, carote, salvia, uno spicchio
d'aglio, timo, rosmarino e sale quanto basta. Contemporaneamente si cuoce un
quarto di cavolo cappuccio, mentre a parte si prepara del pane raffermo affettato.
In una casseruola, o meglio in una terrina, si pone uno strato di cavolo (solo
una foglia) e uno di pane, fino a terminare in alto con uno strato di pane.
Si versa sopra il brodo e si attende che il tutto si ammorbidisca, aggiungendo
poi burro fuso molto caldo. Quindi si cuoce a fuoco molto lento almeno per un'ora.
Si serve molto calda.
Dosi per 4 persone: Un litro e mezzo
di brodo di carne (fatto con il bollito e non con i dadi), un quarto di cavolo
cappuccio, 4 etti di carote, un Kg. e mezzo di pane, aglio rosmarino, salvia,
timo, sale quanto basta.
Panada
Quando si fa il bollito occorre mettere
da parte il brodo e procedere come segue. In una pentola di coccio a fuoco bassissimo
friggere una cipolla con burro ed un filo d'olio. Aggiungere pane raffermo o
secco o di recupero e farlo rosolare per cinque minuti ed aggiungere il brodo
bollente, coprire e cuocere per circa un'ora. Quando il tutto sarà abbastanza
denso cospargere la zuppa con formaggio da tavola a volontà e pepe nero
macinato.
Panissa
Soffriggere con lardo pesto cipolla
mezzo spicchio d'aglio. Precedentemente mettere a bagno dei fagioli e cuocerli
in acqua e sale. Bagnarli con un mestolo di brodo e aggiungere un cucchiaio
di conserva. Unire il riso al soffritto, tostarlo per qualche secondo ed unire
piano i fagioli ed il brodo. Cinque minuti prima di servire aggiungere un cucchiaio
di Barbera.

La finanziera
Ricetta A
Piatto tipico preparato con varie frattaglie.
Deve probabilmente il nome alla giacca portata a Torino nell'800 dai funzionari
dell'alta finanza. A quei tempi era un piatto riservato a palati muniti di buon
portafoglio, tra i quali sicuramente risultavano appunto i finanzieri. Preparatela
così:
In un tegame con dell'acqua salata,
mettete 100gr. di rognoni, 100 gr.di creste e bargilli di gallo, 200gr. di animelle
di vitello, fate cuocere per 5 minuti e poi scolate il tutto. Tagliate a piccoli
pezzi il rognone e le animelle e mettete le creste e i bargilli in acqua salata
per 2 ore con l'aggiunta di qualche foglia di alloro. Tagliate a fettine 200
gr. di fesa, 200gr. di filetto di manzo e 50 gr. di animelle di vitello: infarinate
e rosolate in una casseruola imburrata questi ingredienti. Versate dentro le
creste, i bargilli, i rognoni e le animelle che avete preparato prima. Irrorate
con un cucchiaio di Marsala e un cucchiaio di aceto. A cottura ultimata aggiungere
200 gr. di funghi . A Mazzè la finanziera era il piatto preparato con
particolare abilità dal compianto "Memo", cuoco apprezzatissimo,
che per tanti anni nella propria trattoria deliziò con piatti squisiti
la sua numerosa e affezionatissima clientela.

Ricetta B
Si chiama finanziera un insieme di frattaglie
di pollo (creste di gallo, fegatelli, cuore, ventrigli, ovette e fagioli di
pollo) a cui si aggiungono animelle, laccetti, filoni, funghi, tartufi, e, volendo,
fettoline di vitello e pallottoline di carne per un totale di circa mezzo chilo
per quattro persone. Tagliare a fettine le animelle, i laccetti e i filoni a
tocchetti e imbiancarli brevemente in acqua bollente. Separatamente imbiancare
le creste di gallo e mentre sono ancora calde, cospargerle di sale e spelarle.
Fare ora un soffritto di burro e cipolla, aggiungervi cinquanta grammi di funghi
precedentemente messi a bagno in acqua bollente, strizzati e fatti a pezzetti,
le frattaglie di pollo e il cuore. Aggiungere poi le creste di gallo, fegatelli
a pezzettini: dare a tutto una breve cottura. Unire poi le animelle e le altre
frattaglie di vitello leggermente infarinate, lasciare cuocere per dieci minuti
circa prima di bagnare con il Marsala e con acqua se necessario. Aggiungere
un cetriolino sminuzzato, il tartufo a fettine, sale e pepe e lasciare cuocere
per altri quindici minuti. Prima di togliere dal fuoco, se si vuole, aggiungere
un cucchiaio d'aceto e far cuocere ancora un istante. La finanziera, pur essendo
fluida, dovrà risultare vellutata. Si usa come ripieno nei vol-au-vent
o come contorno dei diversi flan.

Vitello tonnato alla
piemontese
Fate lessare 1 Kg di noce di vitello
aggiunto ad una carota, una patata, un gambo di sedano e sale. Far cuocere per
tre quarti d'ora. Quando la carne è cotta, raffreddarla e affettarla
sottilmente. Preparare una maionese e aggiungetevi 200 grammi di tonno
sminuzzato, 2 acciughe e 50 grammi di capperi. Amalgamare bene i vari
ingredienti. Coprire completamente la carne con la salsa. A piacere, guarnire il
piatto con pomodori a rondelle e patate lesse.

Bagnet verd
Mettere a bagno nell'aceto, la mollica
di un panino, dopo poco tempo, strizzatele ben bene. Tritare poi finemente, una
punta di peperoncino piccante, uno spicchio d'aglio, 50 grammi di prezzemolo,
un'acciuga diliscata. Passare al setaccio la mollica di pane e unirla in una
scodella a tutti gli altri ingredienti. Mescolare bene e condire con olio. Il
"Bagnet verd" deve apparire piuttosto liquido . E' una delle salse
classiche con cui accompagnare il bollito.

Acciughe al verde
Procurarsi delle acciughe sotto sale,
meglio se piuttosto grandi. Sciacquarle bene, togliere le lische, eventualmente
passarle per pochi minuti in acqua e aceto. In un mortaio, pestare prima aglio e
prezzemolo, diluisci poi il tutto con olio (possibilmente di frantoio).
Stemperare tutto in una scodella. Non deve risultare una crema spessa, anzi,
deve apparire piuttosto liquida. Si può, in deroga alla ricetta classica,
aggiungere una presa di basilico, un po' di peperoncino, (personalmente non lo
consiglio). Annegare le acciughe a strati alterni fino a ricoprirle
completamente. Falle stagionare nel frigo, in un'area non troppo fredda,
per almeno una settimana. Si gustano come antipasto o come panino.

Il fritto misto
Esistono vari modi di preparare il fritto
misto e anche abbastanza ampio risulta l'elenco degli ingredienti che si possono
far friggere e combinarli in un piatto unico. Questa è la ricetta presentataci
da Doris Messina. Pulire due carciofi, due zucchini, due carote, una melanzana,
un finocchio, due pomodori, due funghi porcini, due mele, una pesca, (anche
sciroppata). Tagliare a rombi mezzo chilo di semolino.(Polenta o frittura dolce).
Prendere poi sei lombatine di capretto battute, sei fettine di vitello, sei
bistecchine di coniglio battute, sei pezzi di salsiccia, sei fettine di fegato,
un testicolo di vitellone, un midollo di bue, 250gr. di cervella di bue e sei
amaretti. Passare ogni pezzo di verdura, di carne, e di semolino, nella farina,
in dieci uova sbattute e nel pampesto (amaretti, cervella, e midollo passarli
solo nell'uovo; fegato,salsiccia e testicolo non passarli in niente).
Friggere in padella disponendo quindi
ogni pezzo su carta pane per assorbire l'eccesso in olio. Salare e servire molto
caldo.

Le carpe in carpione
Prendere delle carpe, pulirle, asciugarle,
infarinarle e farle friggere nell'olio bollente con il fuoco molto alto scuotendo
la padella affinché non si attacchi al fondo. Quando saranno dorate da
entrambe le parti, toglierle dal fuoco.
Tagliare a fette sottili sei cipolle,
due spicchi d'aglio, sei porri: fare friggere in un bicchiere di olio extravergine
le, carpe molto adagio finché assumeranno un bel colore; aggiungere cinque
foglie di salvia, un po' di prezzemolo; versare poi mezzo litro di aceto, un
bicchiere di vino bianco o d'acqua, sale e pepe. Si otterrà cosi una
salsa da bollire ancora un momento e da versare poi sul pesce; A questo punto
coprire e lasciare raffreddare.
Soma d'Aj
Prendere delle belle fette di pane casereccio,
strofinarle energicamente con l'aglio da entrambe le parti, in modo che siano
ben impregnate dell'intenso sapore. Condire con un pizzico di sale e di pepe
e, facoltativamente, fate scendere sul pane un filo d'olio.
In tutto il Piemonte la soma è
gustata come saporita merenda, sempre accompagnata da un buon bicchiere di Barbera.
L'olio deve essere del tipo poco saporito. Se si riesce a trovarlo, è
meglio usare l'olio di noci. In alcune zone come Biellese, Canavesano e Monferrato,
la soma si prepara con alcune fettine di lardo tra due fette di pane strofinate
con l'aglio; il tutto si passa alla graticola o al forno.
I canestrelli di
Tonengo
Il Canestrel è il prodotto tipico
più conosciuto ed apprezzato di Tonengo.
A differenza di altri canestrelli dei
paesi vicini che sono cialde sottili e croccanti , può considerarsi un
dolce, piccolo, friabile e con un gusto veramente delizioso.
Il canestrel è sempre stato ed
è tuttora il dolce nuziale tonenghese.
Viene confezionato, generalmente un
mese prima delle nozze civili (fa scrive).
Già da qualche settimana gli
sposi hanno contattato una delle maestre dosatrici, acquistato il materiale
per la pasta (farina, uova, limoni, ecc.) chiesto i ferri ai vari proprietari
(in tutto il paese sono una quarantina) e convocato parenti ed amici. Una volta,
per piccole quantità, i pastoni, erano impastati a mano, venivano cotti
sul fuoco di legna con i ferri posti in lunga fila su griglie alte una quarantina
di centimetri. Le donne, poste dall'altra parte della tavolata, confezionavano
a mano le palline che ponevano direttamente nei ferri roventi con grande rischio
di scottature. Anche gli uomini alzando e riponendo in continuazione il ferro
sempre a contatto del fuoco, finivano la giornata faticosamente. Ora che di
solito si confezionano grandi quantità, (minimo 20 pastoni) la pasta
viene preparata in una impastatrice , i ferri vengono posti su trippiedi ad
altezza d'uomo con il fuoco del gas, e le palline vengono introdotte prima in
un apposito strumento (cariabali) e scaricate nel ferro senza contatto. Dove
prima il lavoro era massacrante e si alternavano anche tre per ferro, ora un
uomo solo può reggere per tutto il tempo. Dopo aver riempito decine di
scatoloni con i canestrelli profumati questi vengono lasciati raffreddare. Come
tradizione i proprietari dei ferri ricevono un pacchettino dei deliziosi dolci.
Questi preparati in confezioni di diverso peso, verranno poi portati dagli sposi
a casa di parenti ed amici.
La ricetta è gelosamente custodita
da quattro o cinque maestre dosatrici. E' comunque composta da alcuni ingredienti
particolari (strutto, burro) che danno la friabilità e i canastrelli
possono essere di gusti diversi. (Limone, maraschino, vaniglia, rhum, persico
ecc.)
Provate a cimentarvi seguendo questa
ricetta carpita di soppiatto:
Procuratevi mezzo chilo di farina, due
etti e mezzo di burro, due etti e mezzo di zucchero, una bustina di vaniglia,
una noce moscata grattugiata, la scorza di un limone grattugiata, un bicchiere
di buon vino bianco, un bicchierino di rhum e un uovo intero. Amalgamate prima
tutti gli ingredienti asciutti sino ad ottenere un composto di colore omogeneo;
quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti e impastate bene il tutto. Formate
con la pasta dei pezzetti grossi come noci, riporli uno per volta nell'apposito
ferro di ghisa , ben caldo e unto di burro e, rivoltando il ferro da ambo le
parti, cuocere per alcuni minuti, preferibilmente nel camino a fuoco ardito
di legna profumata, finche il canestrello assumerà un bel colore ambrato.
I Torcetti Torcit
(torcetti)
Tra le paste secche tradizionali del
Piemonte, il torcetto è sicuramente una delle più conosciute e
preparate nelle pasticcerie e in casa. La ricetta infatti è di facile
esecuzione, il dolce è squisito, genuino e si sposa bene con un buon
bicchierino di Erbaluce di Caluso Caluso Passito, oppure un buon flute di Erbaluce
di Caluso Caluso Spumante.
Impastate farina bianca come per il
pane, abbondante burro, zucchero, lievito con poca acqua. Dopo aver impastato
bene il tutto, mettere l'impasto in frigorifero (un tempo veniva riposto in
una crota -cantina molto fredda- oppure in una ghiacciaia) affinchè si
rassodi. Con la pasta ottenuta, "tirare" a mano dei bastoncini della
lunghezza di circa dieci centimetri, dare ad ognuno la forma tipica dei torcetti
e quindi passarli nello zucchero. Lasciarli lievitare già riposti nelle
apposite tole (forme di latta per la cottura). Quando son ben lievitati, infornarli
sino a completa cottura.
Una ricetta famigliare, meno ricca di
burro, prevede le seguenti proporzioni: mezzo chilo di farina, un etto e mezzo
di burro ed altrettanto di zucchero, due tuorli ed un albume. Impastare tutto
con il latte, aggiungere due cucchiaini di ammoniaca in polvere.

Impastare
pasta di pane a lievitazione naturale. Farla riposare tutta la notte.
Al
mattino, aggiungere zucchero, farina di polenta, limone grattugiato, strutto.
Lasciare
riposare 4/5 ore.
Cuocere
in forno a 180 °C.



Paste di meliga
Altro dolce classico piemontese è
"La pasta at melia"
Impastate 200 g. di burro con 200 g.
di zucchero, 200g. di farina di meliga e 3 rossi d'uovo. Tirate una sfoglia
piuttosto spessa e ritagliatene i biscotti dalla forma rotonda che cuocerete
in forno di medio calore per circa mezz'ora. Anche le paste di meliga vanno
abbinate ad un buon bicchierino di Erbaluce di Caluso Caluso Passito, il Passito
per antonomasia, e in particolare nelle feste natalizie e di fine anno non si
può fare a meno di brindare all'anno nuovo con due "Paste at melia"
e un bicchiere di Erbaluce di Caluso Caluso Spumante.

Pulènta dusa
Far bollire un litro di latte. Aggiungere
tre etti di zucchero e la scorza grattugiata di un limone e un pizzico di
sale.Versare a pioggia nella pentola, un etto e mezzo di semola di grano duro.
Far cuocere per un quarto d'ora, rimescolando continuamente. Togliere dal fuoco
e versare in una teglia oleata, lasciando raffreddare il tutto.Tagliare il
semolino a rombi, passarli nell'uovo sbattuto , quindi nel pan grattato e
friggerli in abbondante olio bollente.Una variante alla ricetta classica,
prevede l'aggiunta di una quindicina di mandorle di pesca, al latte portato a
bollire Quando si toglie dal fuoco la polenta ancora bella calda,
aggiungere un bicchiere di liquore "Persico"e un tuorlo d'uovo,
rimestando velocemente perchè non tagli.
Le frittelle di
mele
Dosi per 4 persone:
4 mele renette
olio
zucchero a velo
Per la pastella: 85 gr. farina
2 uova
latte q.b.
1 bicchierino grappa
lievito
sale
Mettere in una terrina la farina, le
uova, il sale, il lievito, la grappa e mescolare diluendo con il latte; lasciar
riposare per circa 15 minuti. Sbucciare le mele, privarle del torsolo, tagliarle
a rondelle sottili, passarle nella pastella, friggerle in olio bollente, spolverizzarle
di zucchero a velo e servirle calde.
Opzionalmente, si puo' sostituire il
latte con vino bianco secco, e la grappa con brandy.
Bonet Monferrino
Ingredienti:
Dosi per 4:
|
1/2
|
l
|
latte
|
6
|
cucchiai
|
zucchero
|
80
|
g
|
amaretti
|
1
|
baccello
|
vaniglia
|
2
|
cucchiai
|
cacao amaro
|
5
|
|
uova
|
1
|
bicchierino
|
rum
|
|
Fate bollire il latte e la vaniglia, fate caramellare
un cucchiaio di zucchero in uno stampo da budino. Sbattete le uova intere con lo
zucchero, pestate finemente gli amaretti, unite, sempre sbattendo, il cacao e il
rum. Versate il latte ancora bollente, quindi mettete nello stampo e fate
cuocere a bagnomaria per 20'. Fate raffreddare e rovesciate sul piatto di
portata.



