Paleo alveo della Dora Baltea,  zona occupata dal corso d'acqua durante l'ultima glaciazione (circa 24.000-18.000 anni fa ). Il giacimento aurifero sottostante è stato creato dai fenomeni di erosione e di deposito prodotti dal fiume nel corso dei secoli. Impianto di sollevamento idrico del Consorzio est Sesia. Ristorante "La locanda del viandante" Tenendo presente le prudenze dette in apertura, la visita delle antiche aurifodine può essere iniziata indifferentemente da uno qualsiasi dei punti 1, 2, 3, si consiglia però di seguire il verso delle lettere segnate in cartina. Tenendo presente le prudenze dette in apertura, la visita delle antiche aurifodine può essere iniziata indifferentemente da uno qualsiasi dei punti 1, 2, 3, si consiglia però di seguire il verso delle lettere segnate in cartina. Chiesetta dei Santi Lorenzo e Giobbe, in antico, parrocchia del sito di Mattiacos, dal quale in epoca medievale è sorto Mazzè. Osservabile la vallecola a  monte del conoide sul quale è posta la chiesetta dei santi Lorenzo e Giobbe. Interessanti le piccole cascatelle alla base delle quali l'acqua depositava l'oro in sospensione proveniente dagli scavi  sovrastanti. Cono di deiezione di maggior altezza. Alla sommità si notano ancora tracce del canale usato per convogliare i liquami verso la painura alluvionale sottostante. Montarozzo formato da ciottoli di risulta. Notevoli tracce di scavi, visibile la vallecola relativa al conoide descritto al punto (d) e la sua rete di canali secondari. Molto probabilmente questa è l'area in cui soggiornavano gli addetti alla parte settentrionale del giacimento aurifero. Inizio del principale cono di deiezione di tutta la zona delle miniere,  con notevoli ammassi di ciottoli sul tipo di quelli presenti alla Bessa.      Zona con notevoli tracce di scavi. Da vedere la vallecola in cui venivano convogliati i materiali  che hanno formato il conoide di deiezione sul quale è stata costruita la strada romana. Particolarmente interessante il sistema di drenaggio secondario convogliante i liquami nella vallecola principale. Area archeologica, si possono ammirare la strada romana del IV secolo d. C. , il molo sulla Dora,  probabilmente risalente al II sec. d.C. e i resti di un insediamento militare di epoca barbarica. Estremità meridionale del giacimento, resti interrati di canali per adduzione acqua. Sito di San Pietro, insediamento romano probabilmente costituito da  una villa rustica del II secolo d. C. . E' possibile che in precedenza il sito fosse abitato da terrieri salassi detti ittimuli, addetti alla ricerca dell'oro. Ponte sulla Dora Baltea Chiesa dei Santi Lorenzo e Giobbe Pilone della Rèsia Sito archeologico della Rèsia Mazzè capoluogo Casale di Mazzè Tonengo di Mazzè  

 

Cliccare sopra i numeri e le lettere della cartina per evidenziare i punti particolarmente interessanti.

Riassumiamo qui, le principali caratteristiche del sito, permettendo così al visitatore di collocare nella giusta prospettiva storico-culturale quanto si appresta ad osservare:

- Periodo di attività delle aurifodine: dal IV alla seconda metà del I secolo a.C., quando un decreto

  del Senato romano impose la chiusura di tutte le miniere d’oro italiane.

- Popolazione addetta alle ricerche: circa un migliaio di persone, prima Salassi e poi, dalla  seconda

   metà del II sec. a C., pubblicani romani ed i loro schiavi.

- Superficie complessiva del sito aurifero sul versante mazzediese della Dora: circa 1,275 km/q.

- Materiale lavorato complessivamente: circa 2.700.000 tonnellate di placer aurifero.

- Resa presunta della miniera: 0,5 grammi d’oro per ogni tonnellata, pari a complessivi

  13,50 quintali. del prezioso metallo. In realtà la quantità estratta potrebbe essere stata molto

  maggiore data la quasi certa  presenza di pay streaks (bande paganti), nelle quali potevano essere

  ritrovate pepite anche di considerevoli dimensioni.

- Valore della produzione ai prezzi attuali: circa 27.000.000 di Euro. (circa 50 miliardi di lire).

- Non si è ancora giunti ad una conclusione univoca sul com’era reperita l’acqua necessaria ai

   lavori, si pensa o alla captazione del torrente Malesina oggi transitante nei pressi di San Giorgio Canavese,

  o nell’utilizzo dell’acqua sgorgante dalle tante risorgive presenti nel fianco della collina.

  E’anche possibile fossero usati i due sistemi contemporaneamente.

- Principali Autori che si sono interessati alle miniere d’oro dei Salassi: Strabone e Plino

  nell’antichità. Nel XVIII secolo il cavaliere Spirito Nicolis di Robilant, generale del genio

  del Re di Sardegna ed il suo sottoposto tenente Vallino. Nel XIX secolo Goffredo Casalis ed

  infine nel XX secolo don Pietro Solero ed i geologi G. Pipino e F. Gianotti.

 

 

 

Sito archeologico della Rèsia, Aurifodine romane:

indicazione dell'area di cui si propone il vincolo, e dell'area di proprietà comunale.

 

NOTE SUI PUNTI PARTICOLARMENTE INTERESSANTI

 

A) Paleo alveo della Dora Baltea, zona occupata dal corso d’acqua durante l’ultima glaciazione (circa 24.0000 - 18.000 anni fa). Il giacimento aurifero  è stato creato dai fenomeni di  erosione e di deposito prodotti dallo scorrere del fiume nel corso dei secoli.

B) Area archeologica, in questo sito si possono ammirare la strada romana del IV secolo d. C., il molo sulla Dora probabilmente risalente al II secolo d. C. e i resti di un insediamento militare di epoca barbarica.   

C) Zona con notevoli tracce di scavi. Da vedere assolutamente la vallecola in cui venivano convogliati i materiali che hanno formato il conoide di deiezione sul quale è stata costruita la strada romana nonché il sistema di drenaggio secondario convogliante i liquami nella vallecola principale.

D) Inizio del principale cono di deiezione di tutta la zona delle miniere con notevoli ammassi di ciottoli sul tipo di quelli presenti alla Bessa.

E) Notevoli tracce di scavi, visibile la vallecola relativa al conoide descritto al punto d) e la sua rete di canali secondari. Quasi sicuramente questa è l’area in cui soggiornavano gli addetti alla parte settentrionale del giacimento aurifero.

F) Montarozzo formato da ciottoli di risulta.

G) Cono di deiezione di maggior altezza. In cresta si possono ancora notare le tracce del canale usato per convogliare i liquami verso la pianura alluvionale sottostante.

H) Osservabile la vallecola a monte del conoide sul quale è posta la chiesetta dei santi Lorenzo e Giobbe con le piccole cascatelle, alle base delle quali l’acqua depositava l’oro in sospensione proveniente dagli scavi sovrastanti.

I) Chiesetta dei santi Lorenzo e Giobbe, in antico parrocchia di Mattiacos, abitato dal quale molto probabilmente in epoca medievale è derivata la Mazzè moderna.

L) Impianto di sollevamento idrico del Consorzio est Sesia.

M) Ristorante “La locanda del viandante”

N) Estremità meridionale del giacimento con resti interrati di canali per adduzione acqua.

O) Sito di San Pietro, insediamento romano probabilmente costituito da una villa rustica del II secolo d. C. . E’ possibile che in precedenza il sito fosse abitato da terrieri salassi detti Ittimuli, addetti alla ricerca dell’oro.

 

 

Legenda

Area colorata in rosa     

area visitabile in quanto quasi totalmente di proprietà pubblica.

Area colorata in giallo 

area non visitabile perché in gran parte privata.

Strade colorate in verde      

percorsi facilmente percorribili.

Strade colorate in rosso   

percorsi difficoltosi, da percorrere prudentemente.

E’ vietata la riproduzione anche parziale  delle cartine e del testo.

 

 

 

Le aurifodine di Casale di Mazzè

Mappa modificata di Franco Gianotti

 

Clicca sopra

"L'oro del Ghiacciaio"

Itinerario storico geologico naturalistico

Visita guidata al sito archeologico, alle Aurifodine e a tutte le tracce che ha lasciato il Ghiacciaio Balteo nelle sue varie fasi del Quaternario

 

     

LE AURIFODINE DI MAZZE'

NEL SETTORE FRONTALE ESTERNO DELL'ANFITEATRO MORENICO DI IVREA

FRANCO GIANOTTI  

CONSIDERAZIONI DI LIVIO BARENGO

 

 

 

      Torna a   

     

  Home page