
Cliccare sopra i numeri e le lettere della cartina per evidenziare i punti particolarmente interessanti.
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Testo
La visita agli antichi lavaggi auriferi salasso-romani di Casale è possibile solo se si tiene presente che la loro scoperta è recentissima e che non esistono percorsi tracciati od altre infrastrutture che facilitino il cammino. L’itinerario virtuale proposto, ha l’unico scopo di segnalare i punti di maggior interesse, per i volenterosi che volessero procedere realmente alla visita consigliamo di indossare degli indumenti e delle calzature adatte e di munirsi di un falcetto.
La caratteristica dei lavaggi auriferi di Mazzè, non sono i grandi accumuli di pietrisco come si può osservare alla Bessa, ma la presenza di ben otto conoidi di deiezione perfettamente conservati e delle relative vallecole, unico esempio in Italia di questo tipo di tecnica estrattiva.
Fatta questa doverosa premessa, crediamo sia necessario riassumere le principali caratteristiche del sito, permettendo così al visitatore di collocare nella giusta prospettiva storico-culturale quanto si appresta ad osservare:
- Periodo di attività delle aurifodine: dal IV alla seconda metà del I secolo a.C., quando un decreto
del Senato romano impose la chiusura di tutte le miniere d’oro italiane.
- Popolazione addetta alle ricerche: circa un migliaio di persone, prima Salassi e poi, dalla seconda
metà del II sec. a C., pubblicani romani ed i loro schiavi.
- Superficie complessiva del sito aurifero sul versante mazzediese della Dora: circa 1,275 km/q.
- Materiale lavorato complessivamente: circa 2.700.000 tonnellate di placer aurifero.
- Resa presunta della miniera: 0,5 grammi d’oro per ogni tonnellata, pari a complessivi
13,50 quintali. del prezioso metallo. In realtà la quantità estratta potrebbe essere stata molto
maggiore data la quasi certa presenza di pay streaks (bande paganti), nelle quali potevano essere
ritrovate pepite anche di considerevoli dimensioni.
- Valore della produzione ai prezzi attuali: circa 27.000.000 di Euro. (circa 50 miliardi di lire).
- Non si è ancora giunti ad una conclusione univoca sul com’era reperita l’acqua necessaria ai
lavori, si pensa o alla captazione del torrente Malesina oggi transitante nei pressi di San Giorgio Canavese,
o nell’utilizzo dell’acqua sgorgante dalle tante risorgive presenti nel fianco della collina.
E’anche possibile fossero usati i due sistemi contemporaneamente.
- Principali Autori che si sono interessati alle miniere d’oro dei Salassi: Strabone e Plino
nell’antichità. Nel XVIII secolo il cavaliere Spirito Nicolis di Robilant, generale del genio
del Re di Sardegna ed il suo sottoposto tenente Vallino. Nel XIX secolo Goffredo Casalis ed
infine nel XX secolo don Pietro Solero ed i geologi G. Pipino e F. Gianotti.
NOTE SUI PUNTI PARTICOLARMENTE INTERESSANTI
A) Paleo alveo della Dora Baltea, zona occupata dal corso d’acqua durante l’ultima glaciazione (circa 24.0000 - 18.000 anni fa). Il giacimento aurifero è stato creato dai fenomeni di erosione e di deposito prodotti dallo scorrere del fiume nel corso dei secoli. B) Area archeologica, in questo sito si possono ammirare la strada romana del IV secolo d. C., il molo sulla Dora probabilmente risalente al II secolo d. C. e i resti di un insediamento militare di epoca barbarica. C) Zona con notevoli tracce di scavi. Da vedere assolutamente la vallecola in cui venivano convogliati i materiali che hanno formato il conoide di deiezione sul quale è stata costruita la strada romana nonché il sistema di drenaggio secondario convogliante i liquami nella vallecola principale. D) Inizio del principale cono di deiezione di tutta la zona delle miniere con notevoli ammassi di ciottoli sul tipo di quelli presenti alla Bessa. E) Notevoli tracce di scavi, visibile la vallecola relativa al conoide descritto al punto d) e la sua rete di canali secondari. Quasi sicuramente questa è l’area in cui soggiornavano gli addetti alla parte settentrionale del giacimento aurifero. F) Montarozzo formato da ciottoli di risulta. G) Cono di deiezione di maggior altezza. In cresta si possono ancora notare le tracce del canale usato per convogliare i liquami verso la pianura alluvionale sottostante. H) Osservabile la vallecola a monte del conoide sul quale è posta la chiesetta dei santi Lorenzo e Giobbe con le piccole cascatelle, alle base delle quali l’acqua depositava l’oro in sospensione proveniente dagli scavi sovrastanti. I) Chiesetta dei santi Lorenzo e Giobbe, in antico parrocchia di Mattiacos, abitato dal quale molto probabilmente in epoca medievale è derivata la Mazzè moderna. L) Impianto di sollevamento idrico del Consorzio est Sesia. M) Ristorante “La locanda del viandante” N) Estremità meridionale del giacimento con resti interrati di canali per adduzione acqua. O) Sito di San Pietro, insediamento romano probabilmente costituito da una villa rustica del II secolo d. C. . E’ possibile che in precedenza il sito fosse abitato da terrieri salassi detti Ittimuli, addetti alla ricerca dell’oro. |
AVVERTENZE
Tenendo presente le prudenze dette in apertura, la visita delle antiche aurifodine può essere iniziata indifferentemente da uno qualsiasi dei punti 1, 2, 3, si consiglia però di percorrere l'itinerario seguendo le lettere segnate in cartina in ordine alfabetico. In ogni caso, prima di iniziare il percorso, consultare sotto, la mappa modificata redatta dal geologo F. Gianotti.
Per le zone C ed F è necessario procedere dal punto F e non viceversa. Le aree N ed O, poste al limite meridionale del giacimento, sono state segnalate per la loro grande importanza ai fini di una esatta valutazione della consistenza del sito. In ultimo si evidenza la gradualità delle difficoltà e le varie zone in cui è ripartita l’area.
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Legenda |
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Area colorata in rosa |
area visitabile in quanto quasi totalmente di proprietà pubblica. |
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Area colorata in giallo |
area non visitabile perché in gran parte privata. |
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Strade colorate in verde |
percorsi facilmente percorribili. |
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Strade colorate in rosso |
percorsi difficoltosi, da percorrere prudentemente. |
E’ vietata la riproduzione anche parziale delle cartine e del testo.
Le aurifodine di Casale di Mazzè
Mappa modificata di Franco Gianotti
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LE
AURIFODINE DI MAZZE'
NEL
SETTORE FRONTALE ESTERNO DELL'ANFITEATRO MORENICO DI IVREA
FRANCO
GIANOTTI
CONSIDERAZIONI DI LIVIO BARENGO
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