

"Soldato con spada"
"Andrea del Castagno"
(1423-1457)
Di questo maniero, anzi di questi
due manieri, si sono dette le cose più disparate, ma noi ci atterremo
alla stretta realtà dei fatti cercando di fornire al visitatore un quadro
semplice e veritiero.
Il complesso
monumentale (1/A-B)
è stata la dimora dei Conti Valperga-Mazzè per circa 800 anni,
dai primi dell’XI sec. sino al 1840. La casata ebbe momenti di splendore
sino al XV sec., degnamente rappresentati da
Giorgio dei Conti Valperga-Mazzè il quale, per i suoi meriti, divenne
generale e ciambellano dell’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo.
La singolare vita di Giorgio
di Valperga Conte di Mazzè, snodatasi nei decenni posti a cavallo fra
il XIV ed il XV secolo, è illustrata in una pubblicazione edita qualche
anni fa dalla Get di Chivasso scritta dall’autore di questo testo. Il
libretto è rintracciabile nelle edicole di Mazzè e Tonengo. Dopo
il XV sec. il feudo seguì le sorti dei Savoia, ma sempre in posizioni
di secondo piano, il momento magico dei Conti del Canavese era ormai passato.
Il castello, seguendo questa parabola, nel XVI sec. ebbe l’occasione di
ospitare il re di Francia Francesco I, ma ormai era ridotto ad un maniero di
campagna, senza più alcuna utilità militare se non quella di mantenere
una piccola guarnigione sabauda.
Questo stato di cose durò sino all’acquisto del complesso da parte
dei Brunetta d’Usseaux, antica famiglia di origine francese al servizio
dei Savoia, i quali lo riportarono a nuovo splendore. Il restauro si concluse
con Eugenio Brunetta d’Usseaux
il quale, finanziando grandi lavori, sia nella parte più antica posta
verso la Dora, edificata nel 1317 sulle rovine di un castello preesistente,
sia nella casaforte posta a sera, col tempo divenuta pertinenza agricola, diede
al complesso l’aspetto attuale.
Sotto la direzione dell’arch.
Giuseppe Velati-Bellini presero forma
due manieri di fattura squisitamente neo-gotica, con un cortile ed un parco,
esteso sino al fiume, degni di ammirazione. Da vedere gli affreschi di stile
quattrocentesco di Romolo Bernardi dipinti nel portale d’onore, nelle
pareti dello scalone e nella sala del trono. Notevoli gli intarsi eseguiti,
sempre nella sala del trono, da Carlo Arboletti ed il camino in pietra costruito
dai fratelli Catella. Degni di nota infine i soffitti della sala da musica e
nel salone gotico eseguiti dal pittore Giovanni Beroggio.
Dopo la tragica morte di Eugenio
Brunetta d’Usseaux, primo e finora unico italiano segretario del Comitato
Olimpico Internazionale, i due castelli andarono preda di ogni sorta di ingiurie
e l’archivio del C.I.O., andò disperso. Di quegli anni sono da
ricordare le visite del Principe di Piemonte Umberto di Savoia e di Benito
Mussolini durante l’esecuzione di manovre militari.
L’attuale proprietario,
on. Corrado Salino, con indubbio gravame economico, ha salvato i due manieri
dalla rovina, ripristinando i muri di sostegno verso il fiume ed eseguendo altre
opere di restauro divenute ormai improcastinabili. Negli ultimi tempi è
stato inserito nei sotterranei un interessante museo delle torture. Il complesso
monumentale, dichiarato Monumento Nazionale, è visitabile il sabato e
la domenica oppure su appuntamento.



