Passeggiata intorno al Castello  e al parco della 

"Villa Maria Luisa"

   

Periodo ottimale dell’osservazione 

dei fiori  e degli alberi: 

da maggio in poi.  

Note al testo:

A fianco del nome comune, di fiori e alberi, viene riportato anche il nome scientifico, chiuso tra virgolette.  

La presenza degli alberi e dei fiori qui descritti, può variare a causa di interventi vari ( umani, legati a eventi atmosferici e incidenti di vario genere), avvenuti dopo la stesura del seguente testo.  

Si ricorda inoltre per dovere civico, di rispettare la proprietà privata e la privacy.  

E’ bene tenere presente che in Piemonte, è in vigore la Legge Regionale N.32, del 2 novembre 1982: “Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell’assetto ambientale”, la quale stabilisce all’art.15, comma 1, la disposizione del divieto assoluto di raccolta delle specie indicate nello specifico elenco (Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte- N.45 del 10 novembre 1982, pagine 5728 e 5729). Nello stesso articolo (N.15), al comma 2, si stabilisce che la raccolta di tutte le altre specie che non rientrano nell’elenco di cui sopra, è consentita fino ad un massimo  di 5 (cinque) fiori giornalieri a persona, senza l’asportazione degli organi sotterranei.  

Note sulla percorribilità  dell’itinerario:  

Buona  parte delle strade di questo percorso, sono in ottime condizioni, dopo l’intervento di “Riqualificazione Urbana” eseguito dal Comune di Mazzè.

 

 

Iniziamo la nostra passeggiata da piazza Camino e Prola e proseguiamo in direzione ovest (verso il campanile). Notiamo alla nostra sinistra, all’interno del parco della villa “La torretta”, un magnifico e grandioso esemplare di Cedro del Libano, “Cedrus libani” o forse Cedro dell’Atlante, “Cedrus atlantica”. 

Proseguiamo per la discesa e imbocchiamo la terza viuzza a destra (quella dopo via Pescatore) e arriviamo al “Beubi”. 

Il luogo un tempo ospitava uno stagno adibito ad approvvigionamento idrico, ora vi sorge un campo da bocce.  

A bordo del campo di bocce, scorgiamo un platano e tre tigli. A sinistra notiamo un cancello  di ingresso secondario  della proprietà “Villa Maria Luisa”.  

Osservando il fondo del viale in salita, notiamo un magnifico esemplare di Sequoia gigante, “Sequoiadendron giganteum”.  

Le nevicate di gennaio –febbraio 2004 hanno danneggiato e in certi casi anche distrutto, alberi secolari, come purtroppo potremo constatare nel corso della passeggiata.  

Seguiamo il muro di cinta. In ordine di comparsa, notiamo esemplari di Acero montano, “Acer pseudoplatanus”:  alcuni di questi, hanno la "lamina", (faccia) inferiore, di color ruggine, caratteristica rara, perché la grande maggioranza di questi aceri si presentano con foglie di un colore unico verde chiaro

Seguono dei Lecci “Quercus ilex”; Bambù, genere “Phyllostachys” e più avanti, diversi Tigli, genere “Tilia”

Ora ci troviamo in  via Pescatore, poco prima di via Giorgio Valperga, che si diparte verso destra, ma che noi non seguiremo. 

In questo preciso punto sempre al di la del muro di cinta a sinistra, notiamo tra il canneto un esemplare isolato di Nespolo del Giappone, “Eriobotrya japonica”

Circa una ventina di metri più avanti, prima del ponte, possiamo vedere all’interno del parco di “Villa Maria Luisa” (in alto a sinistra, oltre il muro) un magnifico esemplare  di Cedro del Libano, “Cedrus libani”. 

A titolo di curiosità, questo albero e alcuni suoi simili, vengono erroneamente definiti  “Pini”.    

 Sul muro di cinta cresce la Cimbalaria, “Cimbalaria muralis” dai piccoli fiori violetti.  

Passato il ponte, svoltiamo a sinistra seguendo l’indicazione che ci conduce alla chiesa della “Madonnina”. 

A sinistra oltre il muro osserviamo una Thuja, Acero di monte, Alloro, Glicine

Sul muro, abbondante Vite vergine “Parthenocissus quinquefoglia”, dalle foglie, come suggerisce il nome, composte da cinque foglioline, e inoltre, abbondante Edera

Un po’ più all’interno della proprietà, osserviamo un bell’esemplare di Acero giapponese, "Acer palmatum” dalle piccole foglie rosse, e un po’ più in la una Palma, Trachycarpus excelsus”. 

Un po’ più avanti, all’interno del parco, in alto verso sud-est, scorgiamo nuovamente nella sua straordinaria imponenza, il Cedro del Libano già osservato in Via Pescatore; spicca da questo punto di osservazione, la sua magnifica struttura arborea a palchi orizzontali.

Proseguiamo lungo Via Santa Maria, dirigendoci verso “La Madonnina” e sempre a sinistra, oltre il muro di cinta, osserviamo un bell’esemplare di albero, che lo classificherei come Cedro dell’Himalaya, Cedrus deodora” . Questo esemplare, manifesta delle caratteristiche simili a quelle del Cedro del Libano (rami verso la sommità a portamento orizzontale) e quindi è un po’ problematica la sicura classificazione. 

Poco più avanti osserviamo Ligustri , “Ligustrum vulgare”. 

A destra dall’inizio di Via Santa Maria, osserviamo dei Tigli  , genere "Tilia"dei grandi Aceri Campestri, “Acer campestre”

Giungiamo alla chiesetta conosciuta con l’affettuoso appellativo “La Madonnina”.

Con la chiesetta alle spalle, notiamo un grande e molto alto esemplare di Robinia, “Robinia pseudoacacia”, “gasia” in dialetto piemontese.

Oltrepassata la chiesetta della “Madonnina”, svoltiamo a sinistra e imbocchiamo una stradina selciata  che porta ad un altro ingresso di “Villa Maria Luisa”: in fondo a destra, in alto osserviamo un grande esemplare di Bagolaro, “Celtis australis con le possenti radici che si sono inserite nel muro.  

Torniamo indietro e lasciato l’alto muro che alla nostra destra delimita il sagrato della chiesa, svoltiamo a sinistra. 

Ora abbiamo nuovamente alla nostra destra il muro di cinta del parco di “Villa Maria Luisa”.

 Notiamo subito all’inizio della strada sterrata in discesa, due giovani e bellissimi esemplari di  Gleditschia o Spino di Giuda,(Gleditsia, secondo alcuni studiosi) “Gleditschia triacanthos” ("Gleditsia t.”)  dalle foglie di un verde brillante e il tronco rossiccio.  

(Il termine "triacanthos" deriva dal greco e significa "tre spine")

Proseguiamo svoltando leggermente a sinistra verso la strada sterrata in discesa. Stavolta alla nostra destra osserviamo, sempre all’interno del parco, ma i bordi del muro di cinta, grandi esemplari di Acero riccio, “Acer platanoides”   e Acero montano  o di monte, “Acer pseudoplatanus”. 

Giunti a circa metà della discesa, prima che la stradina curvi un poco a destra, notiamo un grande ed isolato Biancospino, “Crataegus monogyna”

Nello stesso punto a sinistra, troviamo un grande Sambuco, “Sambucus nigra” . 

Seguitando a discendere, abbiamo alla nostra destra,un basso muro di cinta, al di la del quale, osserviamo un maestoso esemplare di Robinia, “Robinia pseudoacacia” detta “gasia”in dialetto piemontese; un Albero dei Tulipani, ”Liriodendron tulipifera” e alcuni grandi e maestosi esemplari di Noce del Caucaso, “Pterocarya caucasica” o “Pterocarya fraxinifolia”, secondo alcuni botanici.

 Merita di osservare bene questa specie

NELLA NOSTRA ZONA SONO PRESENTI SOLO QUI.  

Caratteristici, sono i frutti ben visibili, (da maggio in poi) in forma di grappoli lunghi, portanti sull’asse verticale dell’infiorescenza, delle piccole noci “alate”. 

Infatti il prefisso “Ptero” del nome scientifico (“Pterocarya”)  deriva dal greco “pteron” e significa ala. 

A conferma delle rarità di suddetti esemplari arborei, soltanto due identici “Noci del Caucaso” li ho notati, a dire il vero, neanche nelle nostre immediate vicinanze, uno a sinistra, entrando nella frazione “Castell’Apertole” di Livorno Ferraris, a circa 27 km da Mazzè, via Cigliano, seguendo la strada per Trino, l’altro in una casa privata di Saluggia, zona scuole dell’obbligo.     

Proseguendo la nostra passeggiata, rileviamo due grandi Tigli e al termine della discesa notiamo un piccolo Olmo: osservare le foglie, intaccate purtroppo da un insetto, causando la formazione di piccole protuberanze prima rosse e poi verdastre. 

Giunti al termine della discesa, svoltiamo ora a destra,  percorrendo in salita via San Michele. 

Alla nostra destra notiamo abbarbicata sul muro,  della Cimbalaria, della Parietaria, “Parietaria officinalis” e della Celidonia o Erba dei Porri, “Celidonia majus”, dal fusto verde e fiori gialli.

 Immediatamente a ridosso del muro, all’interno del parco, in ordine di comparsa, troviamo : Lauroceraso, “Prunus laurocerasus” ; Platani, “Platanus hybrida” ; un acero negundo, “Acer negundo”; Betulle, “Betula pendula”; maestosi Tigli, genere “Tilia”; un Pino nero, “Pinus nigra”.

Siamo giunti così alla parte rustica della villa, adibita a casa di abitazione del custode. 

A sinistra, cresce sul muro, abbondante Vite Vergine, “Parthenocissus quinquefolia”. 

Al termine del caseggiato, svoltiamo a destra e saliamo, per un breve tratto di strada, giungendo nuovamente al punto in cui avevamo poco prima, notato il cartello che indica la chiesetta della “Madonnina”. 

Ora possiamo decidere se proseguire diritto per via Pescatore  e al fondo svoltare a sinistra in via Municipio, per ritornare al punto di partenza, oppure, come consiglio, di svoltare a sinistra prima del ponte, e salire verso il castello.

Sul muro di destra, notiamo un piccolo esemplare di Sorbaria, “Sorbaria arborea” o “sorbifolia” secondo alcuni botanici. 

Appena superato la "Cappella detta del “Diavolo, a sinistra notiamo un ristretto sentiero tra due alte mura di cinta.

 E’ il sentiero che conduce alla Roca Plà. 

Lo percorriamo in discesa per un breve tratto e troviamo alla base del muro di destra, esemplari di Erba Roberta, “Geranium robertianum” dal fusto rossiccio – ( in piemontese “Gamba roussa”).

 Risaliamo il sentiero e torniamo sulla strada principale. 

Poco avanti, sul muro del Castello, in alto a sinistra, si nota ancora un altro bell’esemplare di  “Sorbaria” con ancora ben visibili i resti della fioritura dell’anno precedente. 

Poco più avanti notiamo un magnifico esemplare di  Faggio pendulo, “Fagus selvatica varietà pendula” con alla sommità grandi rami, le cui parti terminali giungono fin quasi a terra: da notare che è piantato in alto, dentro il parco del castello.

Per gli amanti delle rarità botaniche, di fronte al Faggio, sopra il muro della ex caserma dei carabinieri, sono presenti alcuni esemplari di Valeriana rossa, “Centranthus ruber”: per ora è l’unico luogo di Mazzè in cui abbia  localizzato questo raro fiore. 

E’ bene tenere presente che questo fiore, è incluso nelle specie vegetali per le quali vige il divieto assoluto di raccolta, secondo quanto sancisce la Legge Regionale N.32, art.15, comma 1, della Regione Piemonte. ( Vedi Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte-N.45 – dl 10 novembre 1982, pagine 5728 e 5729).

Più avanti, a sinistra appena superato il Faggio pendulo,possiamo notare sul muro del Castello, alcuni esemplari di Cappero, “Capparis spinosa”, con i boccioli in formazione, all’ascella delle foglie: se non raccolti si vedrà poi una magnifica fioritura.

Seguendo il muro del Castello, svoltando prima a sinistra e poi, a destra, arriviamo al punto di partenza.

Per completare la passeggiata “botanica”, ci inoltriamo nel Parco delle Rimembranze, (sabato e festivi dovrebbe essere aperto) dove sono presenti sei Platani di discrete dimensioni, con un tronco abbastanza basso, (quasi fossero “capitozzati”), un esemplare di Thuja e ad est, cioè verso il panorama sulla Dora Baltea, e la pianura vercellese, due piccoli alberi di Magnolia sempreverde, “Magnolia grandiflora”, uno a sinistra e l’altro a destra.

Abbiamo così a questo punto, terminato la nostra passeggiata “botanica”.

A motivo del ritardo della primavera (lunazione e situazione metereologica sfavorevole) a maggio, forse non si potranno osservare tutti gli aspetti sopra descritti.

Ringrazio gli appassionati che hanno avuto la pazienza di seguire queste lunghe note  descrittive. Sono a disposizione per accompagnamento e ulteriori spiegazioni dettagliate sul posto.

Copyright Michele Formia                     05/2004