VENERDI


Arrivo a Candia Canavese, suggestivo borgo d’origine medievale, sulla collina che si specchia nell’omonimo lago. Alloggio al Residence del Lago, ottimo albergo a conduzione familiare, dotato di poche confortevoli camere e di un ottimo servizio di ristorante.
Cena o in albergo o all’osteria Baro di Candia, caratteristico locale canavesano, famoso per i piatti tipici e per l’erbaluce, vino bianco dalle caratteristiche particolari, l’aminea gemella latina, nobilitata da Virgilio nelle Georgiche.

 

 

SABATO


Partenza per Ivrea e visita della chiesa di San Bernardino, gioiello d’epoca tardo gotica, impreziosito dagli affreschi di Martino Spanzotti, recentemente restaurati. Il complesso architettonico è inserito all’interno di uno degli ex stabilimenti Olivetti, a suo tempo non fu demolito completamente per il personale interessamento di Camillo Olivetti.
Ripartenza per Carema, con passeggiata nei caratteristici vigneti d’uva nebbiolo lavorati a topia, pergolati sostenuti da colonne in pietra, come insegnato duemila anni fa ai Salassi dai coloni romani. Si prosegue calandosi nei Balmetti di Borgofranco, sorta di grotte usate dai contadini per invecchiare il vino ed il lardo, degustazione del vino Carema da farsi non a stomaco vuoto, pena cattive sorprese. Pranzo o in un caratteristico ristorante di Torre Daniele, piccolo borgo medievale sulla Via Francigena, oppure alla Corona Grossa di Settimo Vittone, antica sede della confraternita dei vittoni, montanari autorizzati dal duca di Savoia, a guidare le carovane dei pellegrini a valicare le Alpi.
 


Al pomeriggio partenza per Torre, piccolo centro sull’antica strada che valica le colline canavesane, visita alla pinacoteca Datrino, sistemata nei locali di un grazioso castelletto, infine arrivo ad Agliè, sede di una delle residenze dei Savoia. Questo palazzo è quello in cui è stata ambientata la telenevola televisiva di Elisa di Rivaombrosa e per le visitatrici, sarà emozionante rivedere le sale barocche in cui si è svolta la vicenda.
Visitato palazzo e parco, è doverosa una passeggiata sino a Villa Meleto, dove Guido Gozzano scrisse le sue famose poesie, consumandosi d’amore per la signorina Felicita.
Rientro a Candia e cena al ristorante Lido sulla riva del lago, compreso nel parco regionale che porta il suo nome, ambiente umido ideale per la vita di numerose specie di uccelli, tra le quali l’airone rosato, caratteristico di questa zona. Per gli appassionati è possibile una tranquilla remata contornante il perimetro di questo specchio d’acqua, ideale per osservare le numerosissime piante e fiori palustri che proliferano sulle sue rive.

 

DOMENICA


Nella mattinata partenza per Masino, percorrendo la strada litoranea sino a Vische, giungendo a destinazione dopo aver passato la Dora sul ponte di Tina.
Visita del più imponente castello del Canavese, feudo della famiglia Valperga per quasi mille anni ed ora di proprietà del FAI, da rimarcare la presenza della tomba di Arduino d’Ivrea, primo re d’Italia All’esterno, interessante il museo delle carrozze, bellissimo il parco e stupefacente la vista sulla pianura sottostante, nelle giornate limpide lo sguardo giunge sino all’imbocco della Valle d’Aosta ed oltre.
Pranzo a Cossano, località ricchissima di funghi, in un rustico ristorante nel quale il menù è completamente basato su porcini e altri prodotti del bosco.

Ripartenza per Azeglio, sede di un’antica basilica romanica, per dirigersi poi verso Maglione, paesetto sulle colline che costeggiano la Dora. Questo borgo è il luogo d’origine di Maurizio Corgnati, celebre regista televisivo ed a suo tempo marito di Milva, la famosa cantante romagnola. L’artista, innamorato del suo paese, ebbe l’idea di nobilitarlo, e chiamati a raccolta gli amici pittori, li convinse ad affrescare le facciate delle case, rendendole cosi delle opere d’arte. Notevole una scultura di Jo Pomodoro, donata a Maglione dall’illustre scultore, dopo morte dell’amico Maurizio.
Ammirate le case affrescate, si riprende la strada per Moncrivello, percorrendola, passato il Naviglio di Ivrea, sino ad incontrare la carrareccia che costeggia il vallone della Dora.
Nei quasi cinque chilometri di percorso, anticamente usato dai cavalli per trainare le chiatte in transito sul canale, si avrà la visione eccezionale di un mondo di acque, con scorci sul fiume e volo di falchi nel cielo. Questa strada in terra battuta, da farsi a passo d’uomo, ha la prerogativa di donare ai viandanti un senso di pace e di solitudine che sarà molto difficile scordare. Al termine si godrà dell’apparizione, svettante su di un colle a picco sulla Dora, del castello di Mazzè, contornato da valloni che rovinano verso il fiume, ultime tracce della colossale frana che migliaia di anni fa ne sbarrò il corso, creando il mitico lago di Ivrea.
Passata la cascata che drena le acque del canale, la cui ideazione si fa risalire a Leonardo da Vinci, tant’é che l’illustre scienziato ne fece lo schizzo che inserì poi nel Codice Atlantico, si giunge al ponte sulla Dora ed a Mazzè, il più meridionale dei paesi canavesani.
Da visitare assolutamente, oltre al castello neogotico, per ottocento anni dominio dei Valperga e poi dei Brunetta d’Usseaux, il centro storico recentemente restaurato, con il suo intrico di stradine e di costruzioni ottocentesche. Rimarchevole la piazza parrocchiale e la chiesetta di Santa Maria, incantevole la vista che da qui si gode della pianura vercellese. Nelle giornate autunnali, se siete fortunati, incontrerete certamente qualche anziano che vi narrerà la leggenda di Ypa, la regina che sterminò il suo popolo, il cui fantasma vaga senza pace, lungo la forra che precipita verso la Dora.
Riemersi da questo magico ambiente, un tempo propiziante gli amori della contessa Virginia con Francesco de Sanctis, dirigeremo verso Caluso, dove si cenerà presso il ristorante Gardenia, tornando a notte fonda a Candia, per goderci l’ultimo pernottamento nel grazioso albergo che ci ha fatto da casa in questi giorni.

Note. Per acquistare il vino Erbaluce, rivolgersi all’azienda Santa Clelia di Mazzè, od alla bottega Gnavi di Caluso. Per acquistare il vino Carema si consiglia l’enoteca Ferrando di Ivrea. Per chi intendesse acquistare i caratteristici torcetti canavesani e le “ paste ad meglia”, dolci confezionati con farina di mais, rivolgersi all’unica panetteria di Vische, i canestrelli, dolci un tempo usati nei matrimoni al posto dei confetti, sono acquistabili presso la ditta Scavarda di Tonengo di Mazzè.
Barengo Livio – Novembre 2004

Cartina degli itinerari