Breve descrizione dei punti di maggiore interesse presenti lungo l'itinerario

"L'oro del Ghiacciaio",

Le tracce della presenza Romana e Longobarda.

 

Mappa delle Aurifodine di Casale di Mazzè

 

PREMESSA

L'accesso all'area su cui insistono le aurifodine di Casale di Mazzè è libero e non è soggetto ad alcun requisito particolare. E' però doveroso segnalare che, a parte le difficoltà causate dalla lunghezza degli itinerari, il territorio è molto accidentato e non privo di pericoli, a tal fine è stato creato un servizio di guide che, previo appuntamento, provvederanno ad accompagnare i visitatori. Se si desidera attivare il servizio si prega di contattare il sito www.mattiaca.it .

 

Il percorso da seguire nella visita è chiaramente segnalato nelle mappe planimetriche ed altimetriche (la traccia GPS è anche consultabile sul sito www.mattiaca.it ), per i visitatori non abituati a questo tipo di escursioni è assolutamente necessario non allontanarsi dal tracciato proposto. La visita completa alle aurifodine richiede una camminata della lunghezza di 4,2 chilometr I vari punti di interesse del percorso sono corredati, oltre che dalle note esplicative, anche da numeri che si riferiscono alle mappe e da lettere che segnalano le difficoltà (Tab. 1).

La guida, se presente, rifiuterà di accompagnare chi non indossa scarpe ed indumenti adatti e non abbia con se una bottiglietta d'acqua. Le associazioni Mattiaca e F. Mondino nonché la Pro Loco e il Comune di Mazzè, non si assumono alcuna responsabilità per eventuali cadute o smarrimenti.

Il punto di inizio e termine del tracciato è fissato nell'area dell'ex campo sportivo di Mazzè, ad un centinaio di metri dalla statale S.S. 595 che conduce a Villareggia.

 

 

Tabella 1 – Difficoltà percorso

C Comodo, accessibile a tutti.

D Lievi difficoltà, ma accessibile a tutti

DD Discrete difficoltà, approccio sportivo

DDD Consigliabile solo a chi pratichi il trekking

 

 

(1) - C - Uscendo dal parcheggio auto, punto di ritrovo, punto informativo, svoltare a destra proseguendo verso la Strada dei Boschetti, svoltare ancora a destra, quando si giunge alla intersezione con la strada che conduce alla cava Campagnetti.

(2) – C - PALEOALVEO DORA BALTEA - Bellissima vista dell'alveo abbandonato dalla Dora Baltea preistorica (circa 20.000 anni fa), fenomeno causato dalla graduale erosione della morena frontale dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea. A questo si deve la creazione del placer aurifero, formato da materiali tratti dalle vene aurifere del Monte Rosa e trasportati a valle dal ghiacciaio Balteo.

(3) – DD – AREA DELLA MINIERA DI PROPRIETA' PRIVATA– Notevole esempio degli sconvolgimenti avvenuti per la messa in luce del placer aurifero. E' sorprendente come, dopo 2.000 anni, gli scavi siano restati intatti, pare quasi che il lavoro sia stato sospeso da poco e debba ricominciare da un momento all'altro.

DDD – INSEDIAMENTI AVVENUTI IN VARIE EPOCHE - Il ritrovamento di selciati, di monete, di punte di freccia e altro prova che questo sito è stato abitato, o perlomeno presidiato, dall'epoca in cui la miniera era in funzione sino al XIX secolo. E' molto probabile che durante la II Guerra d'Indipendenza i piemontesi abbiano installato qui una batteria di cannoni per vigilare sui guadi della Dora.

DD - VALLECOLA H E COLLETTORI SECONDARI - Visibilissimo esempio di uno dei principali collettori di scarico delle fanghiglie prodotte dai lavori di ricerca dell'oro che avvenivano a monte. Di interesse i ciottoli gettati lungo le sponde per facilitare lo scorrimento dell'acqua verso le trappole per l'oro collocate sul fondo del canale. Da notare il pozzo atmosferico al centro della vallecola, probabilmente costruito da pastori dopo la fine dei lavori di estrazione.

(4-5) DD SITO ARCHEOLOGICO DELLA RESIA - STRADA ROMANARESTI DI INSEDIAMENTO BARBARICO PRESUMIBILMENTE LONGOBARDO - Il sito comprende: un tratto di circa 150 m. di basolato della strada militare tardo imperiale Quadrata Eporedia, in parte portato alla luce dalla associazione F. Mondino. I resti di un insediamento barbarico, forse longobardo, probabilmente sorto allo scopo di presidiare i guadi sulla Dora Baltea. Sono visibili i resti di opere di fortificazione e delle fondazioni di difficile lettura.

(5-6) D - PUNTO DI ATTRACCO SULLA DORA BALTEA - Al termine della strada antica verso il fiume è visibile una piccola area che permetteva l'attracco dei natanti che transitavano sulla Dora Baltea. Notevole la curva stradale che raccordava questa struttura al livello superiore.

(7) DDD CORDONATURA DI CIOTTOLI - VECCHIA CAVA COMUNALE - E' visibile un serpentone di pietre lungo varie centinaia di metri, frutto dei ciottoli di rigetto prodotti nella ricerca dell'oro lungo il canale alla sommità del conoide G. Nelle immediate vicinanze, sulle pareti della vecchia cava comunale, sono ancora visibili le varie stratificazioni del terreno, tra cui quello contenente i sedimenti auriferi. Sono anche osservabili i canali interrati usati in antico per convogliare le acque necessarie ai lavaggi.

(8) C - PILONE DELLA RESIA.

(9-10 ) CFRONTE GIACIMENTOD - CONOIDE DI DEIEZIONE BPIEDE CONOIDE - E' osservabile a sinistra della strada il fronte del giacimento aurifero, ed è anche possibile valutare quale fosse il dislivello con la sottostante pianura alluvionale della Dora Baltea. Prima di giungere alla chiesetta di San Lorenzo, sulla destra si può notare la parte terminale del conoide. Il cosiddetto “piede del conoide”. A poche decine di metri dalla chiesetta di S.Lorenzo, in direzione ovest, sono visibili, oltre alla fase terminale del conoide B, anche i resti del canale in sommità con i sedimenti accumulati a lato durante i lavori per la ricerca dell'oro. Notevole il dislivello tra terreno alluvionale e la sommità del rilievo antropico.

(11) C- CHIESETTA DEI SANTI LORENZO E GIOBBE - Chiesetta dei santi Lorenzo e Giobbe – La chiesa preromanica è posta sul conoide di deiezione C e risale al X secolo, è sorta sulle rovine di un sepolcreto romano dedicato alla famiglia gallo-romana dei Macion. Sino al 1348 san Lorenzo e Giobbe fu sede della parrocchia dell'antico centro romano-salasso di Mattiacos, in quell'anno, per mancanza di fedeli, fu abolita ed unita alla chiesa gentilizia del borgo fortificato sulla collina. Probabilmente gli abitanti di Mattiacos si trasferirono alla sommità del colle di san Michele a causa delle distruzioni provocate dalla guerra, avvenuta pochi anni prima tra il conte Bertolino Valperga, signore di Mazzè, e il principe Giacomo di Acaja. Nell'anno 1995 è stata ritrovata dalla associazione F. Mondino, infissa nel pavimento della chiesetta, una lapide funeraria marmorea risalente al II secolo d.C., dedicata alla famiglia gallo romana dei Macion, ora sistemata nella chiesa parrocchiale del capoluogo.

 

Lunghezza del percorso Km. 4,27

 

 

 

Immagini del Sito

 

TORNA A "L'AURIFODINA DI CASALE DI MAZZE'"

 

 

Torna all'Home page

Sito di Mazzè Canavese